Politica delle donne: Uno spettacolo di nonne di Donatella Massara

by Donatella Massara on agosto 3, 2017

Consigliato da Sara Gandini sua volta consigliata da Nadia Riva Cicip ho acquistato l’ebook di Rosella Simone, Donne oltre le armi: Tredici storie di sovversione e genere, Milieu, 2017. Il per ora solo mio prossimo spettacolo vorrebbe essere sulle storie di donne. Ho pensato alle nonne, le mie e quelle di altre. Ho così comprato anche Elvira Pajetta, “Compagni” Macchione, 2015 dove la nipote di Elvira Pajetta, nonché cugina di Giovanna Pajetta, racconta la storia di sua nonna e della sua famiglia. Vorrei mescolare più nonne. Le mie e quelle delle altre. Non mancherò di leggere M. Minardi, “La fatica delle donne. Storie di mondine”CGIL SPI, Ediesse, 2005. Ma “come si congiunge la grande storia con la storia? Sempre al margine di una strada?” l’interrogativo se lo pose Ingeborg Bachmann e io lo rivolgo a me e alle altre. La mia storia personale è quella di una pirata, sempre lavori precari, sempre politica fuori dai partiti, sempre scelte radicali anche nel femminismo; arrivata a 27 anni avevo già fatto tutto quello che si chiedeva alle donne anche della mia generazione, mantenendomi sempre irrispettosa verso l’altro sesso. Ho accettato di stare nella norma: laureandomi, anzi aggiungendo a quella pure i master. Cultura compulsiva in moto. Da lì in poi ho fatto tutto quello che volevo e continuo a farlo: sono una donna che vive sola, non ha la pensione, faccio la scrittrice e pubblico senza entrare nella lista d’attesa di case editrici che non stimo così tanto. Se fossi vissuta ai tempi di Roma repubblicana e imperiale dove l’ideale femminile era la donna sposata onesta e che aveva fatto figli sarei considerata uno zero assoluto, non si conserverebbe neanche una pergamena dei miei scritti. Se fossi vissuta in epoca medioevale e avessi rifiutato il convento sarei finita forse in guerra se il mio 1,54 cm di altezza mi avessero consentito di travestirmi da uomo in modo credibile. Se fossi vissuta in epoca rinascimentale avrei potuto continuare a scrivere stando chiusa nella mia stanza e magari avere anche qualche furtivo amore femminile anche se di solito questi scambi avvenivano fra le suore. Se fossi vissuta ai tempi dell’Illuminismo sarei corsa in soccorso della Repubblica partenopea e sarei finita dritta sul patibolo, i salotti non mi piacciono. Se fossi vissuta in epoca risorgimentale sarei emigrata all’estero diventando la dama di compagnia di qualche illustre signora patriota in esilio. Arrivata agli anni anni del primo Novecento avrei cercato di costruire dei luoghi di donne ma, a differenza di Parigi, avrei scoperto che qui erano tutte sposate, non mi sarei fidanzata con una Missy (l’amante di Colette la marchesa che si vestiva da uomo e fumava il sigaro) e sarei diventata una professoressa di ballo. Da qui in avanti ci sono già io, nata nel 1950. Questa sono io ma come parlare delle mie nonne, di chi l’ideale romano ha continuato, certo alla sua maniera, a condividerlo? E le vostre nonne? Chiedo consigli, interventi, idee e via dicendo. Potrebbe essere uno spettacolo teatrale grandioso, off limit, no stop