LIBRI, Recensioni: Fiorella Cagnoni, E vecchi merletti, Zane editrice, 2011
Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Gennaio 2012 07:52 Scritto da Donatella Massara Sabato 21 Gennaio 2012 00:00
Qual è il vero mistero nel nuovo giallo di Fiorella Cagnoni?
E VECCHI MERLETTI nuovo romanzo di Fiorella Cagnoni pubblicato con La Chiocciola – Zane editrice (2011, 7 euro) se appartenesse al genere delle creme di bellezza potrebbe essere definita multiuso, adatta al corpo, al viso, come impacco per i capelli e magari anche per farsi una doccia. In altre parole questo libro può essere dato in diffusione per un rapido excursus sulle idee femministe, diverte chi ama i gialli come intrattenimento, sollecita chi insegue la filosofia a competere con le raffinate analisi sul tema dell'amore, delle relazioni e del tradimento, e quindi induce chi si diletta di problemi psicologici o viceversa di ermeneutica letteraria a approfondire lo stile con cui la materia qui citata viene esposta, assecondando una modalità di mostrare e di nascondere che non è per niente semplice. L'autrice risponde a tutte queste esigenze, con grande eleganza, humour e generosità, doti signorili, che comunicano senza farsi notare, sprezzando la estroversione eccessiva e quindi senza dare a vedere. Infatti E vecchi merletti senza profondersi in esibizione, dei contenuti, della lingua , né con la pretesa genuinità delle sue confidenze è, però, un gran libro che può ingannare chi è abituata a sottostare all'esibizionismo dello stile letterario, agli affanni della ricerca linguistica o allo scavo su contenuti interessanti ma non sempre necessitati dalle nostre esigenze di lettrici. Così questo libro può essere scambiato per una chiacchiera amena fra amiche buontempone. Com'è successo. In mezzo a recensioni altamente positive. Eppure se anche fosse solo questo, avrebbe in realtà un grande merito, quello, già segnalato, del fare parlare le relazioni fra donne, andando a prendere il cuore di questa pratica nella Libreria delle donne di Milano con alcune delle sue partecipanti, fantasiosamente nominate, e proiettate sugli schermi che la scrittrice ha montato per raccontarci la sua storia.
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CINEMA, Testi sui film di storia delle donne: Le pietre degli inganni di Milli Toja e l'idea di comunità femminile
Ultimo aggiornamento Domenica 15 Gennaio 2012 09:34 Scritto da Donatella Massara Mercoledì 11 Gennaio 2012 00:00
Milli Toja ha prodotto, scritto e diretto un nuovo film. Le pietre degli inganni, il terzo, dedicato alla saga delle pietre. Ognuno di questi film sono un'impresa grande e interessante, oltre che eccitante per le partecipanti, che non finirò mai di ammirare e che, questa volta, ha avuto anche me fra le interpreti. Mi ritrovo a essere dentro allo schermo invece che fuori e a fare una certa fatica a uscirne. Per fortuna mi è d'aiuto il desiderio di riconoscere a questa piccola cosa tutta la sua grandezza. So un modo per farlo, è crearle un contesto, non lasciarla da sola e metterla invece in comunicazione con altre pellicole che, in qualche modo, le assomigliano. Le donne, in diversi periodi, hanno prodotto film indipendenti, e con il sostegno di altre hanno voluto raccontare in storie più o meno fantasiose o realiste le vicende delle comunità femminili.
POLITICA DELLE DONNE: Testi: La storia nascosta in La valle delle donne lupo di Laura Pariani
Ultimo aggiornamento Sabato 21 Gennaio 2012 21:49 Scritto da Donatella Massara Giovedì 19 Gennaio 2012 00:00
Il nucleo originario del nuovo libro La valle delle donne lupo (Einaudi, 2011) di Laura Pariani è la leggenda del prato delle balenghe di cui la nonna le parlava. L'ha dichiarato anche nell'intervista-commento e lettura del libro che è in rete sulla nostra web radio Donne di parola. La leggenda raccontata nelle valli della bergamasca dice che in un certo prato venivano sotterrate le donne che erano state diverse per il comportamento o per qualche segno esteriore di non conformità che le indicava come 'balenghe', cioè non conciliate con l'esistente, ovviamente, quello pensato dagli uomini, padri reali, mariti, padri della chiesa o della patria. La parola 'balenga' appartiene ai dialetti del nord. So che è usato nella zona del varesotto, ma fa parte anche dei miei ricordi di bambina vissuta fra Torino, Biella e Vercelli. Balenga/balengo erano una donna o un uomo che avevano un comportamento stonato, non lineare, non ortodosso, anche poco gentile perchè originato dalla discontinuità di umore. Era usato in tempi recenti anche in modo più morbido, mio padre diceva “oggi mi sento balengo” e noi donne della famiglia intendevamo che quel giorno era malfermo, gli girava la testa, forse voleva dire che non si sentiva perfettamente in sintonia con il mondo intorno.
Nel romanzo di Laura Pariani le balenghe sono donne che si sono ribellate al comportamento dominante. L'isolamento della sepoltura poteva anche derivare dall'essere zoppe, rosse di capelli, strabiche e ovviamente 'streghe' o comunque donne che praticavano 'la fisica', cioè che curavano con le conoscenze della medicina popolare, con le erbe, ma anche con la magia. Dal punto di vista della storia delle donne il ricordo che è una notizia di tipo storico, culturale ma che è anche di politica prima mi colpisce molto e ho visto chiaramente, leggendo, come il senso del libro parte da lì. Mi è ritornata con particolare urgenza, chiarezza e evidenza, la convinzione che c'è una storia nascosta nella storia più conosciuta.
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