POLITICA DELLE DONNE, Testi, Teatro: Maggie dei santi di Djuna Barnes

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Luglio 2014 09:27 Scritto da Donatella Massara Sabato 05 Luglio 2014 00:00

Con la prima parte dello spettacolo Maggie dei santi & Djuna Barnes 1.dirette da Ombretta de Biase, le Donne di parola hanno deciso di partecipare al “Progetto Conflitto” organizzato dall'Associazione Apriti Cielo! presenti al finissage della seconda Mostra il 12 luglio alle ore 18, 45.

L'autrice della pièce Maggie dei santi, Djuna Barnes, è una protagonista nel movimento culturale delle avanguardie che, fra gli USA, la Francia, la Germania e altri paesi, di inizio '900, diede così straordinari risultati. Siamo partite da una delle drammaturgie che scrisse a New York, prima degli anni '20, periodo in cui si recherà a Parigi, mandata come inviata da una rivista, e dove vivrà per 12 anni.

Maggie dei santi, scritto nel 1917, fu pubblicato e, a quanto sappiamo, al suo tempo mai messo in scena. Certo non fu programmato dal Provincetown Players, il teatro a cui partecipava Djuna Barnes, creato da Cook e da Susan Glaspell, femminista e scrittrice, nota in Italia per il bellissimo racconto, anche testo teatrale Una giuria di sole donne (Sellerio, 2006). Nell'ambiente femminista, radicale, anarchico e socialista del Greenwich Village, il Provincetown Players  intendeva dare un palcoscenico ai testi teatrali scritti dai e dalle partecipanti al gruppo. Grandi nomi ne fecero parte ma qui non è il caso di parlarne. Sul sito dedicato al teatro è possibile rintracciare tutte le notizie necessarie a soddisfare una conoscenza più articolata. http://www.provincetownplayhouse.com/authors.html

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INCONTRI: Segnalazioni, Mostra La signorina Kores e le altre in costruzione

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Giugno 2014 13:14 Scritto da Administrator Lunedì 30 Giugno 2014 00:00

Ricevo e volentieri segnalo:

La nostra associazione – L’Enciclopedia delle donne - si sta mobilitando per organizzare una mostra a Milano riguardo a donne, vita e lavoro nella città meneghina negli anni ‘50 -’70, intitolata “La Signorina Kores e le Altre”. L'obiettivo della mostra è fare spazio alle  donne reali, alle loro esperienze individuali e comuni, mai “riassumibili” dentro gli stereotipi che ancora pesano nella vita e nella comunicazione sociale, e che raramente sono state raccontate.

La Milano di quegli anni è densa di storie di donne che sono riuscite a vivere una vita non predestinata. Il capoluogo lombardo, in quel periodo, è la città delle opportunità, in cui una svolta “contemporanea” nella vita di donne e uomini, provenienti da tutta Italia, può aver luogo. Milano è lo scenario delle maggiori battaglie sociali, come la parità salariale e la sessualità consapevole, e della nascita di interi settori economici, come quello della televisione e della moda. Le donne, ancora strette in molte gabbie istituzionali e culturali, giocano un ruolo essenziale in queste trasformazioni, che lasceranno un segno indelebile sulla nostra società odierna.

All’interno della mostra verrà esposto il materiale da noi raccolto (foto, testimonianze video, il neon della Signorina Kores -simbolo della donna lavoratrice in quegli anni- che per anni ha campeggiato su Piazza del Duomo, ecc.) e quello fornitoci da chiunque abbia una memoria da condividere. Sarà un processo collaborativo, perchè è una storia che appartiene a tutti noi.

Collaborativo sarà anche il processo con cui finanzieremo parte della mostra: abbiamo appena lanciato una campagna di crowdfunding su Limoney.it, con cui finanzieremo la realizzazione di 10 video testimonianze.

 

 

 

   

POLITICA DELLE DONNE, Testi. Maria Cumani relazione a "Poesia in città"

Ultimo aggiornamento Domenica 01 Giugno 2014 20:29 Scritto da Franca Fortunato Domenica 01 Giugno 2014 00:00

RELAZIONE DI FRANCA FORTUNATO TENUTA IL 28.02.2014 AL 2° INCONTRO DI “ POESIA IN CITTA’”, UN’IDEA DELLA POETESSA E SCRITTRICE MARISA PROVENZANO, PUBBLICATA DALLA RIVISTA ON - LINE “LA CIMINIERA” MAGGIO 2014

MARIA CUMANI - LA DANZATRICE CHE RENDEVA VISIVA LA MUSICA

Maria Cumani nasce a Milano il 20 maggio 1908 da una famiglia dell’alta borghesia milanese. Incontra Quasimodo nel 1936 in casa di Raffaello Giolli, suo professore di storia dell’arte. Lui aveva 35 anni e lei 28. Quella sera – scrive nel suo Diario - raccontava la sua situazione familiare ( separato, aveva avuto una figlia, Orietta, da una relazione extraconiugale e aveva chiuso la sua relazione con Sibilla Aleramo). L’andava raccontando con quel suo accento distaccato e ironico senza alcuna partecipazione sentimentale. Maria a 28 anni ha il suo sogno d’amore. Vuole innamorarsi. Lui fisicamente non le piace. Devo dire che non persi la testa. La mente incominciò a volere ciò che il cuore e il fisico ancora non accettavano. Il cuore voleva amare e i sensi avrebbero voluto essere travolti. Mi affascinò con le sue parole, il suo modo di esprimersi.. Dopo di allora praticamente non ci lasciammo più.

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