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In rete:
ipertesto
su Carla Lonzi
Il
mio ricordo di Carla Lonzi
La
'mia' Carla Lonzi
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Chi
fa parte del club delle fan di Rossella O'Hara in Via col vento
ricorda certamente la scena in cui Mamie commenta l'ascesa sociale di
Red Butler e Rossella esclamando: che per quanto avessero fatto sarebbero
sempre rimasti due muli.
Lo splendido documentario dedicato a Carla Lonzi presenta il progetto
di una personalità opposta a quella di Rossella: per quanto si
faccia Carla Lonzi rimane una signora bellissima in ogni foto e quasi
imperdonabile nella ricerca intellettuale e politica semplice ed ultimativa,
frutto di una intelligenza "feroce"come l'ha definita Laura
Lepetit. C'era anche l'editrice di La Tartaruga, negli anni '70 frequentatrice
di Rivolta Femminile, alla proiezione - al Circolo della Rosa di Milano
- di Alzare il cielo di Gianna Mazzini.
Ha svolto la presentazione cinematografica Nilde Vinci dell'Associazione
Lucrezia Marinelli che ancora una volta ha portato il discorso sul segno
della regia femminile e della differenza, che le autrici - ideatrice
e regista del video - sono felici di riconoscere. Loredana per la direzione
artistica, i contenuti, Daniela Ughetto coordinatrice e quindi Gianna
per la ricerca di segni femminili che immediatamente - ci si accorge
- colorano la scena. Non è un caso che Gianna Mazzini abbia diretto
- fra gli altri video - Mia madre aveva una madre e i
Imago mater dove, andando dritta al segno, senza percorsi
laterali, fa parlare madre-figlia, la relazione più difficile
e essenziale per la differenza femminile.
Il video che è fatto dalla RAI, si espone alla comunicazione
con utenti che non hanno mai sentito parlare di Carla Lonzi, così
ci ha raccontato Loredana Rotondo, la dirigente RAI che ha in cura l'intera
rassegna di ritratti del novecento italiano - Vuoti di memoria.
Donne e uomini da non dimenticare. Infatti è stata lei
a contrattare i tre ritratti di donna dei quali se per Amalia Rosselli,
figlia di Carlo, erano tutti consenzienti e partecipi, per Carla Lonzi,
notissima al femminismo internazionale, si trattava invece di superare
il livello minimo e di informare su chi essa era ed era stata, anche
per chi decide i programmi RAI. Così è stato pure per
Goliarda Sapienza, il terzo ritratto femminile. Loredana, invece, voleva
esattamente tagliare la notorietà con personaggi trasversali
che mostrassero percorsi urgenti, determinanti e allo stesso tempo rimasti
sospesi nel mondo multiverso che andiamo conoscendo.
Carla Lonzi ha quindi bisogno di presentazione e questo documentario
ci riesce benissimo costruito su ventidue ore di registrazioni distillato
dunque in mezzora di intense testimonianze, fotografie, filmati, voce
diretta di Carla Lonzi e una bellissima ricerca della sonorità
musicale che accompagna dissolvenze, comunicazione delle immagini. Fotogrammi
scelti per parlare di una donna che ha fondato il femminismo italiano,
un pensiero e una pratica, unica, a quel tempo, inusitata, tanto che
non poco scalpore e ostilità suscitarono i suoi lavori nella
sinistra radicale italiana. Solo più tardi l'autrice è
stata riconosciuta nella sua grandezza. Abbiamo ascoltato Maria Luisa
Boccia autrice di un austero saggio sulla pensatrice.
L'effetto
che fa questo bellissimo lavoro è quindi una sollecitazione a
leggere o rileggere la scrittura di Carla Lonzi e questo è il
suo grandissimo merito. Questo valore di testimonianza lo ha riconosciuto
Luisa Muraro, testimone nel documentario e conduttrice della serata
al Circolo della Rosa.
Il femminismo è congenitamente senza ideologie, perché
ognuna di noi entra nello spazio della politica e del pensiero femminile
con quello che è. Non si perdono per strada i desideri dell'infanzia,
quindi, le delusioni e i sogni irrealizzati, si trova solo il modo di
viverli meglio, di essere quelle che si è. Ecco la parola autenticità
ha preso corpo nel dibattito, ce l'ha menzionata Marta Lonzi, la sorella
più giovane di Carla, sottolineando che era questa la finalità
nella ricerca di sua sorella e del gruppo a cui anche lei partecipava,
Rivolta Femminile. E così su sollecitazione di Luisa Muraro è
apparsa la Carla di Marta. Una donna che ha permesso a tutte noi di
riconoscersi in lei, che non ha tenuto per sé e ha esteso alle
altre l'essenziale che per lei era la verità, dando a tutte la
possibilità di sapere che sta seguendo una via giusta e condivisibile.
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