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INDICE
Famiglia
e condizione femminile
Diritti, dote e proprietà
delle donne
Mondo agricolo e lavoro femminile
Famiglia-donna-lavoro Le donne che
vanno a lavorare in città
Dalla manifattura alla fabbrica. Le condizioni
del lavoro femminile
Istruzione
-nuove
professioni
Tutela e solidarietà femminile nel
sistema produttivo
La legislazione protettiva
La stampa femminile
Le associazioni femminili e le protagoniste
dei movimenti politici delle donne
Bibliografia e indirizzi
internet.
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IL
CONSIGLIO NAZIONALE DELLE DONNE ITALIANE di Fiorenza Taricone
(parte 4)
torna
parte 1,
2, 3,
prosegue parte 5, 6,
7, 8
e Note
La
prima circolare del CNDI che annunciava il congresso per il mese di
marzo del 1908, poi slittato al mese di aprile, indiceva un Congresso
"onde poter largamente discutere e studiare alcuni problemi che
sempre più s'impongono a chi sente il dovere di partecipare al
lavoro sociale. Il desiderio dunque di una conoscenza sempre più
profonda e sicura delle questioni così complesse che riguardano
le opere alle quali tante donne oggi dedicano la loro intelligenza e
la loro attività ci ha guidate nella scelta dei temi da discutere
al Congresso nazionale. Sono i seguenti: Educazione e Istruzione. Assistenza
e Presidenza. Condizione Morale e Giuridica della Donna. Igiene. Arte
e Letteratura femminile. Emigrazione". La circolare era firmata
dalla presidenza del Consiglio Nazionale delle Donne Italiane: Contessa
Gabriella Spalletti Rasponi, Contessa Lavinia Taverna, Dora Melegari,
Berta Turin, Beatrice Betts, Giorgia Ponzio Vaglia, Maria Grassi Koenen,
rispettivamente presidente, vice presidenti, segretaria per l'estero,
segretaria per l'Italia, cassiera (12).
Il Comitato permanente era formato dalla stessa presidenza del CNDI
e dalla contessa Sabina Parravicino di Revel, Giulia Bernocco Fava Parvis,
la baronessa Elena Franchi. La Commissione ordinatrice era formata dalla
presidenza, dalla commissione ricevimenti, da quella alloggi e informazioni,
dalla commissione stampa.
La seduta inaugurale avvenne il 23 aprile alle ore 10,30 di fronte ad
un pubblico numerosissimo, alla presenza di Sua Maestà la Regina
e della principessa Laetitia. A prendere la parola per primo fu il sindaco
Nathan, seguito dal Ministro della Pubblica Istruzione on. Luigi Rava,
e infine dalla presidente Gabriella Spalletti Rasponi. Molti i luoghi
comuni ripetuti al Congresso, ma parecchie anche le proposte nuove e
le analisi acute fatte dalle relatrici, anche durante le discussioni
seguite agl'interventi. Anita Dobelli Zampetti, ad esempio, per una
riforma dell'educazione femminile in Italia proponeva tra le altre cose
l'inserimento di una materia propedeutica a tutte le altre: la storia
sociale della donna, argomento oggi di grande attualità (13).
Lisa Noerbel, presidente regionale della Società Amiche della
Giovanetta a Milano, proponeva che in tutte le scuole femminili secondarie
inferiori e superiori si introducessero esercitazioni di oratoria e
discussione, per abituare le giovani a parlare in pubblico, esperimento
già fatto da molte insegnanti che avevano alternato il componimento
scritto con l'orale (14).
La baronessa Irene De Bonis proponeva un personale esclusivamente femminile
per il corpo delle Ispettrici sulla vigilanza degli istituti di educazione
e istruzione per i minorenni da scegliersi tra donne con determinati
requisiti e turni gratuiti come era prassi consolidata per i giurati.
Sull'analfabetismo e la legge Coppino sosteneva che l'ammenda era esigua
e crudele perché i genitori non mandavano i figli a scuola per
povertà e li tenevano spesso in casa a sorvegliare i figli più
piccoli, mentre gran bisogno ci sarebbe stato dei giardini d'infanzia.
Inoltre il trasporto con appositi omnibus degli scolari doveva essere
gratuito e si dovevano concedere premi ai padri di famiglia. Lo Stato
doveva affidare i controlli non alle amministrazioni comunali, ma ai
maestri o a ispettori scolastici. Le scuole dell'obbligo inoltre sarebbero
dovute continuare con le scuole complementari pratiche, le scuole serali,
le festive, i ricreatori, le biblioteche popolari.
Molto poteva l'iniziativa privata con il Patronato Scolastico. L'Unione
Magistrale Nazionale accogliendo le proposte della Lega Magistrale di
Milano aveva fatto propaganda per la costituzione di comitati, biblioteche
circolanti, conferenze popolari per spiegare agli operai e ai contadini
l'importanza dell'istruzione ai fini della leva militare, delle elezioni,
delle emigrazioni per motivi di lavoro (15).
Eugenia Lebrechet Vitali dava nella sua relazione una spiegazione del
femminismo, meglio definito con le parole "questione odierna femminile",
che aveva per substrato un complesso fenomeno economico ed era "l'esponente
di uno speciale assetto e di un dato equilibrio momentanei: onde la
donna gradatamente è portata ad adattarsi alle esigenze dei tempi
nuovi, tendendo per necessità alla propria indipendenza economica.
Intimamente collegato col fatto economico è il problema della
cultura femminile, di un'educazione cioè dello spirito che si
trovi in armonia con i nuovi bisogni. E l'importanza dunque della cultura
femminile è grandissima giacché da essa dipenderà
che la donna si trovi agevolata o impedita nell'affrontare le condizioni
di esistenza". La donna "nuova" di cui tanto si parlava
era "scopo e fine a se stessa, e non un terzo sesso", e ribadiva
la necessità di una scuola religiosa, perché l'educazione
morale e intellettuale doveva scaturire dalla conoscenza delle leggi
della natura, osservata con metodo scientifico (16).
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