Donne e conoscenza storica
         
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La 'questione femminile' dall'Unità d'Italia a Giolitti

INDICE

Famiglia e condizione femminile

Diritti, dote e proprietà delle donne

Mondo agricolo e lavoro femminile

Famiglia-donna-lavoro Le donne che vanno a lavorare in città

Dalla manifattura alla fabbrica. Le condizioni del lavoro femminile

Istruzione

-nuove professioni

Tutela e solidarietà femminile nel sistema produttivo



La legislazione protettiva

•La stampa femminile

•Le associazioni femminili e le protagoniste dei movimenti politici delle donne


Bibliografia e indirizzi internet.

IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE DONNE ITALIANE di Fiorenza Taricone
(parte 5)

torna parte 1, 2, 3, 4,
prosegue parte 6, 7, 8 e Note

Più analitica la posizione di Anita Pagliari sull'insegnamento religioso nella scuole. In quelle elementari si rivelava inutile perché come sistema filosofico non poteva essere compreso dalla mente di un bambino, mentre delle valenze "sentimentali" della religione doveva occuparsene la famiglia. Nelle secondarie era invece opportuno uno studio obiettivo di tutte le religioni, dei loro principii e delle conseguenze dei sistemi di pensiero nelle varie civiltà, poiché "se è vero che non tutte le anime hanno bisogno di una credenza religiosa per orizzontare la loro vita interna, è anche vero che molte sentono questo bisogno dell'umanità verso l'infinito, quest'affannosa ricerca del vero eterno" (17).
Bianca Paulucci riteneva l'insegnamento religioso morale perché riguardante i destini e le origini dell'uomo, ma il suo insegnamento andava sdoppiato: nelle sue valenze pedagogiche doveva essere impartito dai maestri a carico dello stato, mentre ai ministri del culto e alle famiglie spettava l'insegnamento delle diverse confessioni (18).
Gli ordini del giorno votati alla fine dei lavori della sezione Educazione e Istruzione erano relativi alla scuola mista, necessaria alla preparazione della futura concorrenza professionale. L'istruzione elementare obbligatoria andava proseguita fino alla sesta classe con un limite di età non inferiore ai dodici anni. Nella scuola secondaria dovevano inoltre essere aperte sezioni propedeutiche agli studi universitari, mentre riservato alla scuola normale erano corsi di preparazione teorico-pratica all'istruzione primaria. C'era bisogno infine dell'apertura di scuole professionali sul modello di quelle sorte a Milano ad opera di Rebecca Calderini e della G. Mazzini a Roma, oltre a scuole agrarie e a cattedre ambulanti (19).

Le relazioni di apertura della sezione Assistenza e Previdenza denotavano uno studio molto approfondito e "politicizzato" sulla beneficenza e i suoi sistemi, e sul trapasso a criteri di gestione più moderni, propri di uno stato assistenziale, ma non elemosiniero.
Perno fondamentale era la mutualità, definita una virtù di pochi, e si tracciava anche una storia delle mutualità in Francia. Sulla Cassa di Maternità si aprì un contrasto: Alda Orlando e altre signore si mostrarono in disaccordo con l'ordine del giorno Scodnik perché questi era per il concorso finanziario dello stato, mentre la Orlando riteneva sufficiente il contributo dei privati. Con l'appoggio di Schiff, Labriola e Coari, a nome della Federazione Lombarda con 26.000 operaie, l'emendamento era approvato. Lo stato cioè diventava contribuente diretto della Cassa Unica d'Assicurazione Mutua per la Maternità, di cui si era parlato per la prima volta al I Congresso Infortuni sul lavoro nel 1894.
La Labriola, presidente della sezione giuridica del CNDI, parlava soprattutto a nome delle assenti, a nome cioè "delle lavoratrici manuali che noi delle classi colte e intellettuali rappresentiamo qui in spirito [...] nell'attuale momento siamo noi che dobbiamo avere la coscienza riflessa della condizione delle donne del proletariato". Relazionando sulla morale unica del matrimonio, la Labriola faceva voti perché si abolisse l'art. 150 del Codice Civile che riconosceva implicitamente al marito il diritto di violare la fedeltà coniugale in un gran numero di casi. Proponeva uno studio sulla riforma degli artt. 390 e 392 del Codice Penale per denunciare all'opinione pubblica casi di grave maltrattamento di fanciulli, con sottrazione di genitori indegni (20).

Molti interventi reclamavano la riforma della legge che escludeva la donna dai consigli di famiglia e dalla patria potestà. Lisa Noerbel ricordava che a Torino l'Amica Della Giovanetta aveva sollecitato un ufficiale civile a domicilio delle partorienti entro i cinque giorni previsti dalla legge, perché tale misura avrebbe senz'altro diminuito il numero dei bambini dichiarati di genitori ignoti.

La Benetti Brunelli proponeva l'abrograzione dell'art. 377 del Codice Penale sull'omicidio per adulterio invitando a reagire energicamente non solo contro il culto al delitto, ma anche contro la semplice acquiescenza ad esso nei drammi passionali per gelosia nei quali quasi sempre è vittima la donna (21).

Alice Schiavoni Bosio spezzava una lancia a favore del moderatismo: "La forma più feconda che riveste l'azione è quella dello spirito sullo spirito. Le ultra femministe che reclamano a favore della donna dei diritti di un'opportunità discutibile e dalla massa non sentita, mostrano d'ignorare quanto potente sia il fascino di una natura femminile sviluppata nell'armonia orientata verso il giusto"(22).

L'ordine del giorno Labriola-De Vincentiis prevedeva l'introduzione del reato di seduzione quando la vittima era tra i quindici e i ventuno anni, cioè non era ancora maggiorenne. Per i reati di stupro, corruzione di minorenni, seduzione, l'azione doveva essere pubblica, procedere d'ufficio, con l'intervento di associazioni per la moralità presenti in tutti i comuni del regno per denunciare alle autorità i reati contro i buon costumi.

L'ordine del giorno Turin, Buchner, Giacomelli, Spurgazzi era diretto ad ottenere dai direttori degli Ospedali celtici il divieto di libero ingresso, poiché era proprio in quelle sale che i "trafficanti venivano ad incettare la loro merce", con l'abolizione delle case di meretricio che avevano come scopo la tratta delle bianche.