Donne e conoscenza storica
         
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La 'questione femminile' dall'Unità d'Italia a Giolitti

INDICE

Famiglia e condizione femminile

Diritti, dote e proprietà delle donne

Mondo agricolo e lavoro femminile

Famiglia-donna-lavoro Le donne che vanno a lavorare in città

Dalla manifattura alla fabbrica. Le condizioni del lavoro femminile

Istruzione

-nuove professioni

Tutela e solidarietà femminile nel sistema produttivo



La legislazione protettiva

•La stampa femminile

•Le associazioni femminili e le protagoniste dei movimenti politici delle donne


Bibliografia e indirizzi internet.

IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE DONNE ITALIANE di Fiorenza Taricone


Note:

1) L'idea vera e propria di costituire un organismo femminile risaliva al 1883 quando, per iniziativa di Elisabeth Cady Stanton, si tenne a Liverpool una conferenza a cui presero parte 41 donne fra le quali, oltre alla Stanton, Susan Anthony, la francese Aubertine Auclert e alcune rappresentanti inglesi. Fu formato un comitato promotore e l'originario obiettivo di creare un'organizzazione suffragista si ampliò fino ad includere molti temi cari al movimento femminile. Le promotrici furono sostituite con elementi più moderate: la Auclert, in particolare, si dissociò e non fu lei a promuovere in Francia nel 1901 il Consiglio Nazionale francese.
2) Le italiane non avevano delegate, ma Fanny Zampini Salazaro, direttrice de "La Rassegna degli interessi femminili" inviò un memoriale sullo stato del femminismo italiano. Si veda F. PIERONI BORTOLOTTI, Socialismo e questione femminile, 1892-1922, Milano, Mazzotta, 1976, p. 30. Sulla Salazaro si veda E. MARIANI, Profili femminili: F. Zampini Salazaro, in "Flora Letteraria", n. 8, 24 febbraio1892, pp. 56-60.
3) In seguito alle deliberazioni prese a Londra si formarono tre Commissioni internazionali permanenti per raccogliere dati sul lavoro femminile; la prima s'intitolava "Peace and Arbitration Committee", la seconda "Standing Committee concerning the laws of domestic relations" e lavorava per uno studio comparato della posizione giuridica della donna come moglie e come madre; la terza s'incaricava di divulgare per mezzo della stampa gli scopi e le attività dell'ICW, chiamata perciò "Press Committee". Più tardi ne fu aggiunta una quarta, "Finance Committee". Gli effetti pratici dell'ICW erano sintetizzati da Lady Aberdeen al Congresso di Londra: "Il miglior giudizio su tali risultati ed effetti si ha dall'opera dei singoli Comitati Nazionali che all'ICW devono la loro origine. Questi hanno già rimossi molti ostacoli e molti pregiudizi; hanno contribuito ad accrescere le correnti di simpatia e procurato il modo d'intendersi anche tra persone di confessioni, razze e partiti diversi; hanno infine creato un centro, intorno al quale possono raggrupparsi tutti coloro che vogliono lavorare per il progresso e per il bene dell'umanità. Essi hanno inoltre il merito: 1) di aver raccolto e diffuso un ricco materiale di cognizioni sul lavoro femminile, sui bisogni della donna e sulle sue speranze; 2) di aver evitato una dispersione di energie, nociva al raggiungimento di un fine; 3) di aver dato occasione alle donne volenterose di allargare il campo delle loro cognizioni nonché di dar forza alle proprie opinioni mercé la conoscenza personale di compagne che nutrono uguali principii, compagne che non avrebbero quindi potuto scambiare le proprie idee; 4) di aver condotto le Società Femminili ad esercitare mediante le loro influenze riunite un'azione benefica sul potere legislativo ed amministrativo dei rispettivi paesi sino ad ottenere mercé nuove riforme legislative qualche consolante progresso nella condizione della donna e nella famiglia", in Il Consiglio Internazionale delle donne, opuscolo a firma MARIA GRASSI KOENEN, s.d., s.e., in Archivio CNDI. L'Archivio aveva sede, quando la sottoscritta vi svolgeva lavoro di ricerca e di spoglio, nella sede romana di Piazza dei Quiriti. In seguito la sede del Consiglio Nazionale è stata trasferita e gran parte del materiale è in attesa di definitiva sistemazione.
4) Sulla Federazione delle opere di attività femminile cfr.,Esposizione di arte e lavori femminili, Roma, R. Amadori ed., 1902. Maria Montessori, delegata al Congresso di Londra, rappresentava ufficialmente anche il governo, nominata dal ministro della pubblica Istruzione Guido Baccelli; il suo compito era quello di sostenere la causa delle maestre e di illustrare gli scopi di una società in via di costituzione, l'Unione Materna, che si prefiggeva di proteggere le maestre rurali, e di cui facevano parte il Baccelli stesso, Virginia Nathan e Giacinta Martini. La nomina della Montessori suscitò le reazioni dei fondatori e delle fondatrici della Lega Femminile di Torino, la quale, nella persona di Emilia Mariani, denunciò la scarsa rappresentatività della Montessori come "femminista", nella quale le Leghe di Milano e Torino non si riconoscevano, cfr. Le fondatrici e i fondatori della Lega di Torino. Per la verità, "L'Italia Femminile", a. I, n. 26, 9 luglio 1899, p. 203. La Montessori, replicando, difendeva la legittimità della sua nomina e rappresentava, forse senza consapevolezza, il modello di un femminismo conciliante che avrebbe avuto negli anni a seguire molto seguito, preoccupato di creare larghi consensi nell'opinione pubblica.
5) Resoconto, Archivio del Consiglio Nazionale Donne Italiane.
6) Nell'Archivio del CNDI non esistono documenti precisi sulla trasformazione della Federazione romana nel Consiglio Nazionale vero e proprio. L'elemento di continuità è rappresentato dalla contessa Taverna, presidente della Federazione delle opere di attività femminile, e poi vice presidente del CNDI alla sua costituzione.
7) Le intenzioni erano quelle di creare "un vigoroso strumento di economia commerciale che aprisse vie internazionali ai prodotti femminili italiani, educandole pazientemente coi consigli dell'arte alle forme più elette, una grande casa industriale capace di eliminare gl'intermediari che sfruttavano il timido lavoro delle donne", Società Cooperativa Industrie Femminili Italiane, Roma, s.e., 1906. Nelle Industrie Femminili Italiane nate nel 1903 a seguito della grande esposizione di lavori femminili organizzata a Roma nel 1901, si muovevano personaggi diversi, spesso attivi in diverse istituzioni e diversi ambiti come scrive Beatrice Pisa: "la Bourbon del Monte che figura vice segretaria della Protezione della giovane della sezione fiorentina nel 1906, è fra le organizzatrici di un'esposizione di lavori femminili a Cutigliano; Carolina Amari fonda alle porte di Firenze la scuola Traspaino di lavori ad ago che smercia numerosi lavori a New York ove ha posto anche una succursale della scuola a servizio delle emigrate. Maria Pasolini, animatrice del settore culturale del CNDI, fondatrice di un catalogo a serie fissa ad uso femminile, è fondatrice di una rinomata scuola di pizzo a Coccolia in Romagna e membro del Comitato Centrale della Dante Alighieri", B. PISA, Il Segretariato permanente femminile per la tutela delle donne e dei fanciulli emigrati, "Rivista Trimestrale del Centro Studi Emigrazione", a. XXV, marzo 1988, p. 35.
8) Il Congresso di Berlino segnò la nascita dell'International Woman Suffrage Alliance, progetto a cui le suffragiste lavoravano da tempo, insoddisfatte del moderatismo del CID e nonostante questi avesse creato un Comitato Permanente per il suffragio presieduto da Anna Howard Shaw.
9) Fra esse c'erano l'Educatorio G. Mazzini, fondato a Roma nel 1895 da un Comitato di signore presieduto da Virginia Nathan, la quale nel 1873 aveva fondato anche la scuola elementare femminile G. Mazzini. L'Educatorio era nato come istituzione d'appoggio per i bambini poveri della scuola Prati di Castello, e solo successivamente si era trasformato in Educatorio ospitando 125 alunni. I fondi per la sua creazione erano stati raccolti con iniziative di beneficenza, poi il Comitato aveva aperto una sottoscrizione di tre lire annue per tutta la cittadinanza, ma nel 1907 si era visto costretto a ridurre molto la sua attività per le difficoltà economiche. In una situazione analoga si trovavano le colonie marine, fondate sempre dalla Nathan, e che vivevano grazie al finanziamento della fondatrice. Sulla scuola G. Mazzini cfr. R. UGOLINI, L'educazione popolare di orientamento mazziniano a Roma: la famiglia Nathan e la scuola G. Mazzini in Trastevere, L'associazionismo mazziniano, Atti dell'Incontro di studio (Ostia 13-15 novembre 1976), a cura del Comitato Italiano per la Storia del Risorgimento di Roma, 1979, pp. 121-141.
10) La prima era stata fondata a Ginevra nel 1877 all'indomani del I Congresso della Federazione Britannica Continentale per l'abolizione dei regolamenti governativi sulla prostituzione; nel 1906 contava già su 12.000 aderenti distribuiti in 46 paesi. Aveva creato, oltre ad uffici di collocamento, 125 "opere di stazione", cioè assistenza di ricevimento alle stazioni, con pubblicazioni informative gratuite per le giovani viaggiatrici. A completamento di questi, l' "Home", che riceveva la giovane senza famiglia in attesa di collocamento. Il ramo italiano dell'Unione presieduto dall'infaticabile Berta Turin, membro del Consiglio Direttivo del CNDI, aveva sezioni sparse in varie città, soprattutto nei principali centri di emigrazione, ed era federato al Consiglio sia a livello centrale che regionale.
L'Associazione Internazionale Cattolica Protezione della Giovane fu fondata a Friburgo nel 1896 da Madame de Reynold con l'intento di porre rimedio agl'incovenienti che si presentavano all'interno dell'Unione Amiche della giovanetta per la presenza di due religioni, protestante e cattolica. Si fece promotore dell'Opera in Italia Rodolfo Bettazzi con una conferenza sulla "tratta delle bianche" tenuta a Torino nel 1902. Qui nasceva il primo Comitato di cui era presidente inizialmente e per breve periodo la contessa Mella Balbo di Vinadio e poi la contessa Maria di Gropello de Bray. Nel 1906 poteva contare su seimila socie in 22 stati. In Italia nello stesso anno i Comitati locali erano ventisette.
La Young Women Christian Association (YWCA) o anche UCDG (Unione Cristiana delle Giovani), federata al CNDI fin dal 1903 aveva invece una influenza più ristretta, ma era anche una delle associazioni femminili più antiche del mondo essendo sorta nel 1877 in Inghilterra dalla fusione di due organismi precedenti, fondati nel 1855 rispettivamente da Miss Emma Roberts e da Lady Kinnard. Sull'Unione cfr. R. AUDINO, L'Unione Cristiana delle Giovani, "Storia Donna" (la donna e la società ieri e oggi), n. 5, 1981, pp. 42-45 e A. HUMBERT, De la protection de la jeune fille et surtout des Bureaux philantropiques de plecement, Atti del Congresso Internazionale Femminile, maggio 1914, Torre Pellice, Tipografia Alpina, 1915, pp. 433-438.
11) P. GAIOTTI DE BIASE, Alle origini del movimento femminile, Brescia, Morcelliana, 1963, pp. 128 sgg.
12) Atti del I Congresso Nazionale delle Donne Italiane, Roma, Stab. Tip. Soc. Ed. Laziale, 1912, pp. 1 sgg.
13) ANITA DOBELLI ZAMPETTI, in Atti cit., p. 41.
14) L. NOERBEL, Sulla necessità di preparare le giovani a parlare e discutere in pubblico, ivi, p. 60.
15) I. DE BONIS, ivi, p. 67; Sofia Bisi Albini deplorava che molte maestre fossero atee, con grandissimo danno, perché "la donna senza religione è una mostruosità". Maria Camperio Siegfried, presidente della Scuola Agraria Femminile di Niguarda, affiliata alla Federazione Lombarda delle opere di attività femminili, faceva voto che in ogni regione d'Italia nascessero scuole ambulanti e cattedre agrarie ambulanti femminili, adatte alle fanciulle del ceto medio campagnolo, come corrispettivi delle maestre rurali, che avrebbero insegnato lavori pratici come la latteria e l'apiario, ivi, pp. 83-85.
16) Sul tema della donna nuova cfr. M. DE GIORGIO, Italiane fin de siècle, "Rivista di Storia Contemporanea", n. 2, 1987, pp. 212-239; un'analisi della cosiddetta donna nuova che nasce oltreoceano è quella compiuta da ESTHER NEWTON e CAROLL SMITH ROSENBERG in Il mito della lesbica e la donna nuova: potere, sessualità e legittimità 1870-1930, "Nuova DWF", Amore proibito, ricerche americane sull'esistenza lesbica, nn. 23-24, 1985, pp. 73-102. La citazione sopra riportata è di EUGENIA LEBRECHT VITALI, Sulla coltura e sull'educazione morale e, a seconda delle varie credenze, religiosa nelle scuole, Atti cit., p. 93.
17) ANITA PAGLIARI, L'educazione religiosa nelle scuole, ivi, p. 96.
18) B. PAULUCCI, L'educazione religiosa nella scuola, ivi, p. 97.
19) Ivi, p. 177. La signora Monteguarnieri osservava che il compito della scuola era anche quello di far nascere un affiatamento tra donne di varia condizione, per uno scambio di esperienze destinato a cementare non una uguaglianza utopistica, ma una solidarietà che giovava collettivamente, ivi, p. 104.
20) T. LABRIOLA, Discorso su lo spirito e su le linee generali dei temi proposti, ivi, p. 209 sgg.
21) V. BENETTI BRUNELLI, Art. 377 del Cod. Penale , ivi, p. 235.
22) ALICE SCHIAVONI BOSIO, Sull'educazione morale della donna, ivi, p. 282.
23) A. PAGLIARI, La donna cronista, ivi, pp. 452-454.
24) A. DOLENS, La posizione della donna nella stampa quotidiana, ivi, pp. 455-458.
25) Ivi, p. 457.
26) Ivi, pp. 458-59.
27) G. LE MAIRE, Vestiari per le attrici, ivi, pp. 502-503.
28) R. GENONI, L'arte nell'abbigliamento, ivi, pp. 503-507, comparsa su "Vita Femminile Italiana", giugno 1908.
29) R. CHIARAVIGLIO GIOLITTI, Emigrazione nel Brasile, Atti cit., pp. 548-558.
30) Cfr. C. DAU NOVELLI, Società, Chiesa e associazionismo femminile, Roma, A.V.E., 1988.
31) A S. Morelli è stato di recente dedicato il I Convegno Internazionale di studi "S. Morelli: Democrazia e politica nell'ottocento europeo", (Roma- Cassino, 10-12 ottobre, 1990) coordinatrice scientifica G. Conti Odorisio. Comitato promotore: E. Aru, G. C. Odorisio, A. M. Isastia, O. Pecere, F. Taricone, P. Ungari.
32) Cfr. la relazione tentuta da A. M. Isastia al I Congresso Internazionale sugli Women's Studies pubblicata in Gli studi sulle donne nelle Università: ricerca e trasformazione del sapere, a cura di G. CONTI ODORISIO, Napoli, ESI, 1988, dal titolo Stato e prostituzione.
33) Atti cit., p. 15.
34) Sull'associazionismo cfr. F. TARICONE, Per uno studio sull'associazionismo femminile italiano tra otto e novecento,Gli studi sulle donne cit.
35) M. CASALINI, Femminismo e Socialismo in A. Kuliscioff, 1890-1907, "Italia Contemporanea", Fasc. 143, giugno, 1981.
36) Cfr.sulla differenza tra le categorie di classe e di genere, G. BOCK, Storia, Storia delle donne, Storia in genere, Firenze, Estro Strumenti, 1986.
37) Cfr.la voce da me curata per il Dizionario storico delle donne lombarde, a cura di R. FARINA, Milano, Mazzotta, 1990.
38) La sezione di assistenza presieduta da Alda Orlando istituì nel 1907 una Cassa di assistenza e previdenza per la maternità, organizzata e gestita da una commissione di signore romane guidata dalla contessa Maria Luisa Danieli Camozzi; il governo, la regina Elena e la regina Margherita contribuirono con un sussidio, integrato da azioni emesse dal CNDI. Ogni operaia era tenuta a pagare 25 centesimi al mese e dopo dieci mesi di versamenti aveva diritto ad una lira e quindici dopo il parto. Balli di beneficenza e conferenze contribuirono a formare il capitale della Cassa, mentre non si prevedevano contributi né da parte dello Stato, né degli imprenditori. Nel 1907 il Comitato Nazionale Pro Suffragio presentò all'assemblea del CNDI una proposta a favore delle lavoratrici madri che rifacendosi al progetto socialista chiedeva al Consiglio d'impegnarsi su alcuni punti come la maggiore osservanza della legge sulla gratuità dell'assistenza ostetrica, l'estensione degli obblighi e dei benefici della Cassa di Maternità alle lavoratrici della terra, dei piccoli laboratori e a tutte le donne che avessero pagato le quote, ed approvazione della legge istitutrice della Cassa Nazionale di Maternità entro l'anno. L'Assemblea reagì vivacemente alla proposta, preferendo in pratica l'iniziativa privata. La presidente decise allora di far studiare la proposta alle sezioni competenti, con l'intenzione di far placare gli animi, cfr., Resoconto del 1907, in Archivio CNDI.
39) Cfr. F. TARICONE - B. PISA, Operaie, borghesi contadine nel XIX secolo , Roma, Carucci, 1985.
40) M. PASOLINI PONTI, op. cit., p. 9. Se la Pasolini insiste molto sui doveri ritiene però la donna naturalmente dotata per amministrare oltre la propria casa e bottega,la vita pubblica, dove avrebbe riversato il suo senso di armonia e della vita pratica. Spesso quest'ultimo era valutato in termini di ristrettezza di mente, ma, precisa la Pasolini, essa non dipendeva da mancanza d'intelligenza bensì da deficienza di cultura, di conoscenza e di abitudine, ivi, p. 17. La biblioteca di P. Nicosia fu arricchita sotto le sue cure di un catalogo ragionato frutto della sua iniziativa. Nel 1912 il patrimonio librario era diviso in quattordici sezioni.
41) La Labriola fu portavoce per anni nel Consiglio di istanze sociali vicine a posizioni socialiste, venate d'intellettualismo, sulla scia del pensiero paterno. Progressivamente, allo scoppio del conflitto, la Labriola abbracciò posizioni accesamente interventiste e in disaccordo col CNDI, diede le dimissioni dalla sezione giuridica sostituita dalla Benetti Brunelli. Dalle premesse nazionaliste, la Labriola aderì al fascismo, o meglio alla visione di uno stato dove gli interessi dei singoli erano subordinati all'interesse della collettività. Non ricavò particolari privilegi dall'essere un'esponente culturale del regime.