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Albrecht
Durer
(Norimberga 1471- 1528)
La
strega a rovescio sul caprone 1500-1501
<<col preciso intento di volere stravolgere il mondo e
la natura facendoli viaggiare
controcorrente>>
Donne
all'inizio della storia moderna
La
caccia alle streghe
Approfondimenti
fuori dal sito:
I
seguaci di Bilia la castagna
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Streghe
Diavoli Sibille.
Incisioni, disegni e libri dal XV al XX secolo, Museo
Archeologico Paolo Giovio, Como. Catalogo della Mostra 17 marzo
- 24 giugno, 2001.
di Donatella Massara
Il catalogo della mostra di Como presenta una vasta scelta di
immagini accompagnate di presentazione e commento.
Purtroppo gli autori non hanno riconosciuto che esiste un pensiero
femminile e una ricerca storiografica sulla caccia alle streghe.
L'assenza di un punto di vista delle donne fa sì che
il testo non discuta il valore storico delle immagini raccolte.
Divisa in differenti sezioni, la mostra testimonia di un arco
temporale che dal XV secolo arriva al XX.
E' però priva di una periodizzazione che stabilisca l'inizio,
le fasi più acri della persecuzione contro le streghe
e quindi la fine del fenomeno, riconoscibile fra XVII e XVIII
secolo. Invece il filo che lega insieme le sezioni è
la magia nei suoi risvolti etnografici. La caccia alle streghe
presente al commento è addebitata alla cultura della
miseria o alla sopravvivenza di culti pagani: la mitologia di
Iside o i Baccanali già vietati in epoca romana nel 186
a.C..
Cultura
e racconto delle donne e degli uomini processate/i nei secoli
iniziali dell'età moderna non hanno spazio nel commento
che guarda con la distanza di uno sguardo neutrale alla differenza
sessuale. Questa volontà riduzionista emerge in giudizi
come questo: <<Il computo delle vittime non è facile,
sia perché la maggior parte dei documenti originali non
è sopravvissuto, sia perché tutti - carnefici
e vittime - avevano interesse ad alterare le cifre (in più
o in meno), secondo le opportunità>>.
La questione dell'ordine quantitativo non è nuova e non
per questo meno avvilente, a maggior ragione in questo caso.
In altre ricerche il fenomeno è stato invece quantificato
semplicemente contando i processi ancora conservati e si aggira
sulle decine di migliaia di vittime. Ma torniamo alle documentazioni
delle immagini del Catalogo. Le donne sono presenti in quasi
tutte le incisioni e una addirittura si rivela incisora. E'
Madeleine Masson (Parigi ca.1646 - 1713) che firma La Visione
di San Giovanni Apocalisse, Apocalisse 10, acquaforte di mm.335x203
tratta da Royaumont, History of the Bible, Londra, Richard Blome,
1690, 1698, 2 volumi con 238 figure e 5 carte geografiche delle
quali Madeleine Masson è una fra gli incisori dai disegni
di Bernard Lens (Londra 1659 - 1725). Bibl. Milesi, 221; Graesse,
VI, 181; Redgrave, pag.268.
Le immagini pubblicate sono solo una parte, anche se ampia,
della mostra.
Dal repertorio del catalogo si individuano aspetti non secondari
per proseguire la ricerca sull'immaginario occidentale ispirato
alla stregoneria.
E' riconoscibile uno scarto fra le immagini del primo periodo
e quelli successivi.
Le incisioni del XVII secolo e del XVIII sono pallide copie
di quello che contenevano effettivamente le confessioni estorte
sotto tortura alle accusate e agli accusati durante i processi
di stregoneria. In queste immagini prevale l'allegorico e il
fantastico, forse a segno di una memoria che stava diventando
leggenda. Segno anche di una censura alla rappresentazione anticristiana
delle confessioni realmente rilasciate dagli accusati e dalle
accusate
Viceversa una delle accuse più pressanti e conseguenti
confessioni delle donne processate, è riprodotta in un
disegno che accompagna una delle numerose edizioni di La Strega
di Jules Michelet. (J.Michelet, La Sorcière, Parigi,
J.Chevrel, 1911, con 69 composizioni originali di M. van Maele,
15 acqueforti e 54 xilografie incise da Eugéne Dété.
Bibl. Bibliotheca Esoterica, n° 3079, ma edizione originale).
Siamo ormai agli inizi del XX secolo e si inscena l'accusa di
omicidio rituale dei bambini appena nati per succhiarne il sangue.
Accusa che fu sempre addebitata anche ai culti segreti della
religione ebraica nella diaspora.
nvece le immagini del '500, così tranquillamente e ingenuamente
più 'realiste', evocano la fede nella magia che possedeva
uomini e donne fra XV e XVI secolo.
Vale d'esempio una bellissima acquaforte da Bartholomeus Spranger
(Anversa 1546 - Praga 1611), Descriptions de l'assemblée
des sorcieres qu'on appelle Sabbat, acquaforte di 210x330, inserita
nel tomo XI di una ristampa italiana dell'Encyclopédie.
copia di Anonimo incisore, fine sec. XVIII da un originale di
Spranger andato perduto e riprodotto da vari autori. Si trova
infatti, e in forma diversa, anche in L.Bordelon, Histoire des
Imaginations, de M. Oufle, Amsterdam e Parigi, 1710.Bibl. Milesi,
304; Graesse, I 494; Grillot de Givry, 78 e seg. In un notte
appena rischiarata dallo spicchio di luna intorno al Diavolo
in trono si svolge il sabba: un convivio a sinistra, fra voli
a bordo di scope e caproni, mentre una donna sulla destra versa
gli ingredienti nel calderone; un'altra a carponi aggiusta la
legna del fuoco. Alcuni uomini danzano da soli, donne incedono
per entrare nel cerchio della danza con i saltimbanchi. Intanto
due eleganti gentiluomini guardano dall'esterno. Molto diversa
è la rappresentazione successiva del sabba. E' saltato
il realismo leggendario di una credenza, con la fascinazione
e il piacere proibito che permettono di prenderla per vera.
La danza mette in evidenza corpi nudi, sazi di mostruose fantasie
della mente invece del cibo e delle sfrenate capriole che comparivano
nel sabba del secolo precedente.
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